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Storia della musica · 2 / 13

Musica antica: canto, castelli e pagine stampate

Molto prima dei pianoforti e delle sinfonie, la musica viveva nelle chiese, nei castelli e nelle piazze dei paesi. Ecco le voci del Medioevo e del Rinascimento e l’invenzione che le ha aiutate a viaggiare.

Rivisto il 7 ottobre 2026

In questa lezione

Il canto: una melodia, tante voci

Nell’alto Medioevo la musica nelle chiese europee era per lo più canto: una sola melodia cantata da tutti insieme, di solito senza strumenti. Spesso si chiama canto gregoriano. Il nome viene da papa Gregorio I che, secondo la leggenda, raccolse le melodie, anche se oggi gli esperti pensano che siano nate nel corso di molti anni, con lo stile che prende forma intorno all’anno 800.

Il canto scorre come il parlato. Non ha un ritmo forte né battute, ed è scritto con un’antica notazione fatta di note quadrate su quattro righe.

Ildegarda di Bingen

Ildegarda di Bingen visse dal 1098 al 1179 in quella che oggi è la Germania. Era la guida di un convento ed era anche scrittrice, pensatrice e compositrice. Scrisse molti canti e poesie, e gran parte della sua musica viene eseguita ancora oggi.

È una delle prime compositrici di cui conosciamo il nome e molte opere.

Un disegno da libro illustrato, non un ritratto. Nessuno sa esattamente che aspetto avesse.

Canzoni nella lingua di tutti i giorni

Non tutta la musica era per la chiesa. Nel sud della Francia, a partire dal 1100 circa, poeti-musicisti chiamati trovatori cantavano canzoni d’amore e di avventura nella lingua che la gente parlava ogni giorno, non in latino. Mentre cantavano suonavano a volte un liuto, una viella o una piccola arpa.

Tante melodie insieme

A poco a poco i cantori cominciarono a cantare più di una melodia nello stesso momento. Questo si chiama polifonia, che significa «molti suoni». Nacque nell’alto Medioevo e a Parigi i musicisti legati alla cattedrale di Notre-Dame scrissero alcune tra le più famose polifonie antiche, intorno agli anni dal 1160 al 1250.

Nel Rinascimento, circa dal 1400 al 1600, i compositori fecero fondere le voci con dolcezza, così che ogni cantore avesse una bella linea da cantare. Josquin des Prez (circa 1450–1521) e Giovanni Pierluigi da Palestrina (circa 1525–1594) furono tra i più ammirati.

La stampa cambia tutto

Nel 1501 a Venezia Ottaviano Petrucci stampò un libro di canti con i caratteri mobili. Prima di allora ogni brano di musica doveva essere copiato a mano. La musica stampata costava meno ed era più facile da spedire, così i canti potevano arrivare in nuove città e in nuovi paesi.

Prova così: canta due volte una canzone semplice insieme a un amico, e la seconda volta parti con una frase di ritardo. Stai facendo la tua polifonia.

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Suono di pianoforte: Salamander Grand Piano di Alexander Holm (CC BY 3.0).