La trama musicale: come si intrecciano le linee
Guarda da vicino una sciarpa e vedrai che è intrecciata con tanti fili. Anche la musica è intrecciata, con linee di note. La trama (in inglese texture) è la parola che indica quante linee ci sono e come stanno insieme. In questa lezione sentirai una linea da sola, una linea con gli accordi e più linee che vanno ognuna per la sua strada.
In questa lezione

Fili di suono
Una linea, in musica, è una fila di note, una dopo l’altra, come la melodia che canticchi. La trama fa due domande: quante linee suonano, e come vanno d’accordo? Cantano tutte la stessa melodia, una guida mentre le altre aiutano, oppure ognuna ha una melodia sua?
I musicisti usano tre nomi principali: monodia (detta anche monofonia), omofonia e polifonia. Le parole vengono dal greco. Mono vuol dire uno, omo vuol dire uguale, poli vuol dire molti, e fonia vuol dire suono.
Una sola linea: la monodia
La monodia è una melodia sola senza niente sotto: niente accordi e nessuna seconda linea. Una persona che canticchia fa monodia. Anche una folla intera che canta la stessa melodia fa monodia, perfino quando uomini e donne la cantano a un’ottava di distanza, perché è sempre una sola linea.
Il canto gregoriano, il canto di chiesa del Medioevo, è un esempio famoso: tutti cantano la stessa melodia, di solito senza strumenti (vedi la lezione «Musica antica»).
C’è anche una parente stretta chiamata eterofonia: più musicisti suonano la stessa melodia nello stesso momento, ma ognuno la abbellisce in modo un po’ diverso. Molti stili tradizionali funzionano così, per esempio il gamelan indonesiano e la musica classica araba.
- Una melodia lenta senza niente sotto.
- La stessa melodia raddoppiata un’ottava sotto: sempre una sola linea.
Una melodia con aiutanti: l’omofonia
Omofonia vuol dire una melodia principale con altre parti che la sostengono. Quasi tutte le canzoni che senti funzionano così: chi canta ha la melodia, e una chitarra o un pianoforte suona gli accordi sotto. Gli accordi seguono la melodia, ma non hanno una melodia propria.
C’è un secondo tipo: tutte le parti si muovono con lo stesso ritmo, come un coro che canta un inno parola per parola, tutti insieme. La parte più alta è la melodia, e le parti sotto trasformano ogni nota in un accordo.
- La melodia sopra, accordi morbidi su ogni pulsazione sotto.
- Quattro parti, un solo ritmo: ogni nota cambia nello stesso istante.
Più melodie insieme: la polifonia
Nella polifonia ci sono due o più linee, e ognuna è una vera melodia. Non si muovono tutte insieme: una si muove mentre un’altra tiene una nota lunga, una sale mentre un’altra scende. Potresti cantarne una qualsiasi da sola e avrebbe comunque senso.
Confronta i due pulsanti qui sotto. La melodia in alto è esattamente la stessa tutte e due le volte. Prima la sostengono da sotto degli accordi. Poi una seconda melodia cammina sotto e si dà da fare ogni volta che quella in alto si ferma su una nota lunga. Johann Sebastian Bach era un maestro di questo modo di scrivere (vedi la lezione «Bach»).
- La melodia con accordi semplici: omofonia.
- Una seconda linea al basso si muove quando quella in alto sta ferma.
Segui chi guida: canoni e canoni perpetui
Il modo più facile per fare polifonia è copiare. In un canone una parte comincia una melodia e un’altra parte comincia la stessa identica melodia un po’ più tardi, come un’eco che continua. La prima parte guida; le altre seguono.
Un canone perpetuo è un canone in cui tutti cantano la stessa melodia e, alla fine, ricominciano dall’inizio, così si può girare in tondo senza fine. Fra Martino (in francese Frère Jacques) è un canone famoso di questo tipo, spesso cantato a quattro voci. Nessuno sa con certezza chi l’abbia scritto; la melodia era già stata messa per iscritto in Francia intorno al 1780, e oggi tutti la possono usare liberamente. In cinese si canta spesso con altre parole, come «Due tigri».
Nella demo ogni nuova parte entra due battute dopo la precedente. Le parti sono a un’ottava di distanza, così puoi seguirle una per una.
- Fra Martino cantato da una parte sola.
- La stessa melodia, con una seconda e una terza parte che seguono dietro.
Prova: canta Fra Martino e chiedi a un amico di cominciare dall’inizio quando arrivi alle parole «dormi tu?». Hai fatto un canone.
Due modi di pensare: armonia e contrappunto
Puoi guardare la stessa musica in due direzioni. Pensare in armonia vuol dire guardare dall’alto in basso: quali note suonano insieme in questo momento, e che accordo formano? Pensare in contrappunto vuol dire guardare da sinistra a destra: come si muove ogni linea, e suona ancora come una melodia a sé accanto alle altre?
La parola contrappunto viene dal latino punctus contra punctum, «punto contro punto», cioè nota contro nota. Uno dei suoi consigli più antichi: quando una linea sale, fai scendere l’altra. Le linee che si muovono in direzioni opposte si sentono facilmente come due. Le linee che si muovono insieme a una o due ottave di distanza si fondono in un’unica linea più spessa.
La buona musica usa tutti e due i modi insieme. Anche in un canone le linee devono formare accordi piacevoli dove si incontrano, e anche gli accordi semplici suonano meglio quando ogni parte si muove con morbidezza.
- Due linee a due ottave di distanza: sembrano una sola.
- Una linea sale mentre l’altra scende: ne senti due.
Ascoltare la trama
La trama può cambiare dentro lo stesso brano. Una canzone può cominciare con una voce sola, aggiungere gli accordi e più avanti far entrare una seconda melodia. Cambiare la trama è un modo semplice per far crescere la musica senza cambiare la melodia.
Il breve esempio qui sotto fa tutte e tre le cose in quattro battute: una linea da sola, poi la melodia con gli accordi, poi la melodia con una seconda melodia.
- Battuta 1 da sola, battuta 2 con gli accordi, battute 3–4 con una seconda melodia.
Prova: la prossima volta che ascolti una canzone, conta quante linee riesci a sentire all’inizio, a metà e alla fine.
Suono di pianoforte: Salamander Grand Piano di Alexander Holm (CC BY 3.0).