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Ukulele: le parti, come suona e come si suona

L'ukulele è una chitarrina a quattro corde. Le sue corde sono accordate in un ordine sorprendente, così tutto lo strumento suona brillante e con le note vicine tra loro. In questa pagina vedrai com'è costruito, da dove viene il suono e come suonare il tuo primo accordo.

Rivisto il 9 ottobre 2026

In questa lezione

Ecco l'ukulele

L'ukulele è un piccolo strumento a quattro corde, simile a una chitarra, che si suona pizzicando. Il suo antenato è il machete, una piccola chitarra a quattro corde che i coloni portoghesi portarono alle Hawaii. Il suo nome hawaiano viene spesso tradotto come «pulce».

Ci sono quattro misure comuni. Dalla più piccola alla più grande: soprano, concerto, tenore e baritono. Gli ukulele piccoli più comuni sono lunghi meno di 60 cm. Le misure più grandi sono più lunghe: l'attuale baritono di Kamaka, per esempio, è lungo in tutto circa 77,5 cm.

Ogni costruttore usa misure un po' diverse. Prendendo come esempio gli attuali modelli Kamaka, la parte della corda che vibra è lunga circa 34–35 cm nel soprano e circa 50 cm nel baritono. Il soprano ha le corde più corte e i tasti più vicini tra loro.

Gli ukulele soprano, concerto e tenore sono accordati G–C–E–A (Sol–Do–Mi–La). Il baritono è accordato D–G–B–E, come le quattro corde più acute (le più sottili) della chitarra. Questa pagina parla della configurazione più comune: un soprano accordato G–C–E–A.

Famiglia
Strumenti a corda (pizzicati)
Classificazione
Hornbostel–Sachs 321.322: liuto a manico con cassa (il manico è attaccato a un corpo cavo)
Accordatura standard
G4–C4–E4–A4 (dalla 4ª corda alla 1ª corda)
Estensione reale
Da C4 a circa C♯6 (soprano Kamaka a 16 tasti)
Chiave
Chiave di violino
Trasposizione
Non traspositore (scritto all'altezza reale)
Misure comuni
Soprano, concerto, tenore, baritono

Le parti dell'ukulele

Kamaka chiama la forma del soprano un «piccolo corpo a forma di otto». Negli attuali modelli Kamaka il piano armonico, il fondo e le fasce sono di koa, il manico è di mogano, e la tastiera e il ponte sono di palissandro (di ebano in alcuni modelli più costosi).

In un soprano o in un concerto Kamaka il manico incontra il corpo al 12° tasto; nel tenore e nel baritono al 14° tasto. Un Kamaka degli anni Cinquanta conservato nel museo di un college ha corde di nylon. Un machete accompagnato da documenti del 1843 ha corde di budello.

Le parti dell'ukulele
  1. Paletta headstock

    L'estremità in alto dello strumento, dove stanno le meccaniche.

  2. Meccaniche tuning pegs

    Girale per tendere o allentare una corda e cambiarne la nota.

  3. Capotasto nut

    Un'estremità della parte di ogni corda che vibra.

  4. Manico neck

    È quello che tiene la tua mano; porta la tastiera.

  5. Tastiera e tasti fretboard & frets

    Premi una corda appena dietro un tasto per accorciare la parte che vibra e far salire la nota.

  6. Piano armonico top / soundboard

    La sottile faccia di legno che raccoglie il tremolio della corda e spinge l'aria.

  7. Buca soundhole

    Qui l'aria dentro il corpo entra ed esce, aiutando le note gravi.

  8. Ponte bridge

    Tiene le estremità delle corde e passa la loro vibrazione al piano armonico.

  9. Fondo e fasce back & sides

    Chiudono il corpo cavo; la forma tradizionale è un otto.

  10. Corde strings

    Le quattro corde che vibrano quando le pizzichi o le strimpelli.

Da dove viene il suono

Una corda è così sottile che riesce a malapena a spingere l'aria. In strumenti come la chitarra e l'ukulele, le corde da sole non fanno quasi rumore. È come sventolare una bacchetta cinese: non senti quasi nessun soffio. Sventola un ventaglio e ne senti molto di più.

Così la corda passa il suo tremolio, attraverso il ponte, al piano armonico. Il piano armonico è una superficie di legno grande e sottile, rinforzata all'interno, e spinge l'aria come quel ventaglio. Anche l'aria dentro il corpo entra ed esce dalla buca, un po' come il «uuu» che senti quando soffi sul bordo di una bottiglia. Quell'aria aiuta soprattutto le note gravi.

L'altezza della nota dipende dalla corda. Una corda più corta, più tesa o più leggera vibra più in fretta e suona più acuta. Quando premi una corda dietro un tasto, la parte che può vibrare si accorcia, e così la nota sale. Nel temperamento equabile, ogni tasto alza la nota di un semitono.

Una corda pizzicata vibra tutta intera e, allo stesso tempo, in metà, terzi e quarti. Sono i suoi armonici. Se pizzichi proprio in un punto fermo (un nodo) di uno di questi schemi, quello schema non parte: pizzica a un terzo della lunghezza e mancano il 3°, il 6°, il 9°… di questi schemi. Gli armonici acuti si spengono anche per primi, così una nota suona più rotonda un secondo o due dopo che l'hai pizzicata.

Un corpo più grande di solito dà un suono più forte e più caldo, con più bassi, anche se contano pure il legno e la costruzione. Kala descrive il soprano come più brillante e più morbido, con meno proiezione, e il baritono come il più profondo, vicino a una chitarra acustica.

Prova: tendi un elastico tra due dita e pizzicalo. Non senti quasi niente. Ora tendilo intorno a una scatola vuota e aperta e pizzicalo di nuovo. La scatola funziona come il corpo dell'ukulele e rende il suono molto più forte.

Come si suona

Siediti sul bordo anteriore di una sedia senza braccioli; appoggiarti allo schienale rende tutto più difficile. Tieni l'ukulele vicino al corpo. Senza tracolla, è l'avambraccio destro a tenerlo contro il petto. Puoi strimpellare dove ti viene comodo, ma il punto migliore è vicino a dove il manico incontra il corpo.

Il pollice sinistro sta dietro il manico. Le dita si arcuano leggermente e premono con i polpastrelli tra i tasti. Tieni corte le unghie di questa mano e il polso dritto e rilassato. Se un dito tocca una corda vicina, la smorza e l'accordo suona impastato.

Dall'alto verso il basso, come tieni lo strumento, le corde sono la 4ª (G), la 3ª (C), la 2ª (E) e la 1ª (A). Comincia strimpellando verso il basso con il pollice. Verso l'alto il pollice è scomodo, quindi strimpella verso l'alto con un dito della mano destra. Una prima lezione usa spesso gli accordi C, F, G7 e C7.

Più avanti puoi provare altre tecniche. Nella campanella ogni nota di una melodia va su una corda diversa, così le note continuano a suonare una sopra l'altra come campanelle; la chitarra barocca usava lo stesso tipo di accordatura proprio per questo. Lo split stroke mescola note singole e accordi pieni e sposta la pennata forte dal tempo 2 al «e» subito dopo, per un ritmo in stile ragtime. I metodi insegnano anche il tremolo.

  • Passa su tutte e quattro le corde: verso il basso con il pollice, verso l'alto con un dito. Ecco una pennata verso il basso su un accordo di C (1ª corda premuta al 3° tasto). La demo è costruita con le quattro corde singole sovrapposte una dopo l'altra.
  • Pizzica le corde una alla volta con dita diverse, così ogni nota resta separata. Ecco le quattro corde a vuoto, dalla 4ª alla 1ª. Kala fa notare che i tasti più distanziati del tenore sono adatti al fingerpicking.

Estensione e notazione

La musica per ukulele si scrive all'altezza che senti, quindi non è uno strumento traspositore; di solito si scrive in chiave di violino. Confrontalo con la chitarra, che suona un'ottava sotto lo scritto; perfino l'ukulele baritono spesso si scrive all'altezza reale.

Le corde a vuoto sono G4, C4, E4 e A4. La corda a vuoto più grave è C4 (il do centrale), non la G. La corda G sta più in alto della C. Si chiama accordatura rientrante, e non è un errore. Tutte e quattro le corde a vuoto stanno dentro un'ottava e, strimpellate insieme, formano un accordo di C6.

La nota più acuta è quella della 1ª corda (A4) più un semitono per ogni tasto. Su un soprano o un concerto Kamaka a 16 tasti si arriva a C♯6; su un tenore Kamaka a 18 tasti a D♯6. Il numero di tasti varia: un Kamaka degli anni Cinquanta con 12 tasti arriva solo ad A5.

Con una corda di G basso (low G), la 4ª corda scende di un'ottava, a G3, e si scrive anche un'ottava sotto. Il Tenor XL di Kala usa tradizionalmente il G basso. Il baritono è accordato D3–G3–B3–E4 e arriva a circa B5 con 19 tasti. Britannica riporta anche un'accordatura A4–D4–F♯4–B4.

Molti suonatori leggono la tablatura. Le sue quattro righe sono le quattro corde, con la 1ª corda (A) in alto, e ogni numero è un tasto. Un accordo di C è un 3 sulla riga in alto e 0 sulle altre tre.

Corde a vuoto G4, C4, E4, A4: la corda G è più acuta della C (accordatura rientrante).
C4 – C♯6

Ascolta

  • La 4ª corda, poi la 3ª. La corda in alto suona più acuta, non più grave: è l'accordatura rientrante.
  • G4, C4, E4, A4. Tutte e quattro stanno dentro un'ottava, e questo dà all'ukulele il suo suono raccolto e brillante.
  • G4, C4, E4 e C5 partono a pochi millisecondi l'uno dall'altro, dalla 4ª corda alla 1ª, e si fondono in un solo accordo.
  • Il do centrale sulla 3ª corda. Ascolta l'inizio e poi la fine: gli armonici acuti e brillanti si spengono per primi.
  • Prima un accordo di C che risuona, poi una pennata con le corde tenute ferme. Una corda smorzata quasi non ha altezza, solo un breve clic: ecco perché le dita non devono toccare le corde sbagliate.

Storia e famiglia

L'ukulele è nato dal machete (chiamato anche braguinha), una piccola chitarra a quattro corde dell'isola di Madeira. Un machete costruito a Madeira tra il 1840 e il 1870 è lungo 50,5 cm, con piano armonico di pino, fondo e fasce di legno d'olivo e tasti di ottone. Il museo dice che questo tipo fu adottato alle Hawaii negli anni Ottanta dell'Ottocento con il nome di ukulele.

Il 23 agosto 1879 la nave Ravenscrag arrivò a Honolulu con 423 persone da Madeira, venute a lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero. A bordo c'erano Manuel Nunes, Augusto Dias e José do Espírito Santo. All'inizio lavorarono nelle piantagioni; nel 1889 tutti e tre risultavano registrati come costruttori di chitarre. Sono tra i primi costruttori di ukulele.

Il re Kalākaua portò l'ukulele negli spettacoli e nelle feste di corte al Palazzo ʻIolani. Questo sostegno reale aiutò la gente a vederlo come lo strumento delle Hawaii. Il nome significa «pulce che salta». Una storia dice che venga dal soprannome di Edward Purvis, un uomo piccolo e vivace che contribuì a renderlo popolare. Un'altra dice che descriva le dita del suonatore che saltano sulle corde.

L'Esposizione internazionale Panama-Pacifico del 1915 a San Francisco portò l'ukulele nel continente americano. Martin costruì i suoi primi soprano quell'anno, i concerto dal 1925 e i primi tenore nel 1929. Alle Hawaii, Samuel Kamaka cominciò a costruire ukulele di koa nel 1916 e nel 1928 brevettò un ukulele ovale, l'«ananas».

La famiglia è ampia. Il rajão di Madeira, a cinque corde, è accordato D–G–C–E–A, quindi le sue ultime quattro corde coincidono con il G–C–E–A dell'ukulele; in seguito il rajão diventò il taropatch a otto corde. Anche la chitarra barocca usava un'accordatura rientrante. Il banjo-ukulele sostituisce il piano di legno con un piccolo corpo di banjo con una pelle di vitello; un esemplare conservato a Edimburgo fu costruito a Londra intorno al 1940.

  1. 1840–1870
    A Madeira si costruisce un machete a quattro corde (oggi al V&A)
  2. 1879
    La Ravenscrag porta a Honolulu lavoratori di Madeira, tra cui Nunes, Dias ed Espírito Santo
  3. 1889
    Tutti e tre risultano a Honolulu come costruttori di chitarre
  4. 1915
    Esposizione Panama-Pacifico a San Francisco; Martin costruisce i suoi primi soprano
  5. 1916
    Samuel Kamaka comincia a costruire ukulele di koa nel suo seminterrato
  6. 1928
    Kamaka brevetta l'ukulele ovale «ananas»
  7. 1959
    Kamaka apre la sua fabbrica in South Street, a Honolulu

Primi passi e cura

La misura è un compromesso. Il soprano ha le corde più corte e i tasti più vicini, e Kamaka lo definisce il primo ukulele perfetto e il preferito di chi ha le mani piccole. Le misure più grandi suonano più forte e più calde, con tasti più distanziati. Kamaka definisce il concerto il miglior equilibrio tra misura e suono, e dice che il tenore è la misura che i suoi artisti usano di più.

Il baritono ha la stessa accordatura delle quattro corde più acute della chitarra. Siccome sta una quarta sotto, la diteggiatura che sul soprano fa C sul baritono fa G.

Kamaka fa notare che il legno massello è sensibile alla temperatura e all'umidità. I cambiamenti lenti di solito non creano problemi; da evitare sono quelli improvvisi.

  • Quando non suoni, tienilo in una custodia rigida, al riparo da urti e da sbalzi di temperatura o di umidità.
  • Tienilo lontano da termosifoni e da altre fonti di calore diretto; un umidificatore per strumenti può aiutare a mantenere l'umidità al livello giusto.
  • Per la cura di tutti i giorni, passalo con un panno di cotone morbido, pulito e asciutto; per pulirlo, usa un panno appena umido, mai bagnato. Su una finitura laccata puoi usare un detergente per strumenti, ma evita qualsiasi prodotto che contenga cera.
  • Tieni corte le unghie della mano che fa gli accordi; premere le corde diventa molto più facile.
  • Se la corda G suona più acuta della corda C, non c'è niente che non va: è l'accordatura rientrante standard.

Suono di pianoforte: Salamander Grand Piano di Alexander Holm (CC BY 3.0).

Strumenti

  1. Famiglie di strumenti
  2. Strumenti a corda
  3. I legni
  4. Ottoni
  5. Percussioni
  6. Strumenti a tastiera
  7. La voce
  8. L'orchestra
  9. Pianoforte
  10. Chitarra acustica
  11. Chitarra elettrica
  12. Basso elettrico
  13. Ukulele
  14. Violino
  15. Violoncello
  16. Flauto traverso
  17. Clarinetto
  18. Sassofono
  19. Tromba
  20. Batteria

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