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Ritmo avanzato: terzine, sincope, swing e tempi irregolari

Nelle lezioni «Ritmo e durata delle note» e «Battute e indicazione di tempo» ogni pulsazione si divideva ordinatamente in due e ogni battuta aveva 2, 3 o 4 pulsazioni. La musica vera ci gioca: le pulsazioni si dividono in tre, gli accenti cadono in punti a sorpresa e alcune battute hanno 5 o 7 pulsazioni. Ogni idea qui sotto ha pulsanti a coppie, così senti subito la differenza.

Rivisto il 7 ottobre 2026

In questa lezione

Le terzine: tre nello spazio di due

Di solito una pulsazione si divide in due crome. Una terzina invece fa stare tre note uguali in quella stessa pulsazione. Si scrive con un piccolo 3 sopra il gruppo, spesso con una parentesi. La pulsazione non diventa più lunga; ogni nota diventa solo un po’ più corta, come dividere una torta fra tre amici invece che fra due.

Per contarla, di’ una parola di tre sillabe su ogni pulsazione, come «ba-na-na», e tieni le pulsazioni regolari esattamente come prima. Premi i primi due pulsanti: stesso tempo, stessa pulsazione, prima due note per pulsazione e poi tre.

Quando una mano suona due note per pulsazione e l’altra tre, ottieni il «due contro tre». Solo la prima nota di ogni pulsazione cade insieme; le altre cadono in mezzo, e ne viene fuori un effetto di dolce capriola.

  • Crome: due note uguali su ogni pulsazione.
  • Terzine: tre note uguali nella stessa pulsazione.
  • Le note gravi ne suonano due per pulsazione, quelle acute tre.

Prova: batti lentamente il piede e di’ «ba-na-na» a ogni colpo, poi passa a «me-la». Il piede non deve cambiare velocità.

La sincope: accenti dove non te li aspetti

Nella lezione «Battute e indicazione di tempo» la prima pulsazione di ogni battuta era la più forte. La sincope sposta la spinta lontano da dove ce l’aspettiamo: una nota comincia su una pulsazione debole o tra due pulsazioni (sull’«e»), e viene tenuta o accentata, così il tempo forte resta in silenzio.

È come un passo a sorpresa in un ballo. La pulsazione regolare continua sotto, mentre la melodia salta un po’ in anticipo. È proprio questo tira e molla tra le due cose a rendere la musica saltellante. Il ragtime è famoso per il suo ritmo sincopato, «stracciato» (ragged in inglese), e anche la musica latina, il jazz e il pop sono pieni di sincopi.

Premi i pulsanti: la stessa melodia con la stessa batteria, prima con ogni nota su una pulsazione, poi con le note spostate sull’«e».

  • Ogni nota comincia su una pulsazione.
  • Quasi le stesse note, che ora cominciano tra le pulsazioni.

Prova: batti le mani su 1 2 3 4. Poi continua a contare i numeri ad alta voce, ma batti le mani solo sull’«e» tra un numero e l’altro.

Lo swing: crome lunga-corta

Suona coppie di crome perfettamente uguali e la musica suona «dritta». Nello swing ogni coppia si suona invece lunga-corta: la prima nota prende più spazio della pulsazione, e la seconda è più corta e più leggera, un po’ come il ritmo di chi saltella.

Un modo comune di pensarci passa dalle terzine: la prima nota dura due note di terzina e la seconda una, quindi circa 2 a 1. I musicisti veri lo regolano di continuo; i jazzisti tendono a swingare più largo ai tempi lenti e quasi uguale ai tempi veloci. Lo spartito di solito mostra comunque semplici crome, con una parola come «Swing» in alto che ti dice di suonarle lunga-corta.

Premi i pulsanti per ascoltare la stessa melodia suonata dritta e poi in swing.

  • Coppie di crome, perfettamente uguali.
  • Le stesse coppie suonate lunga-corta, circa 2 a 1.

Tempi semplici e composti: 3/4 o 6/8?

Nei tempi semplici ogni pulsazione si divide in due: 2/4, 3/4 e 4/4 sono tutti tempi semplici. Nei tempi composti ogni pulsazione si divide in tre, quindi una pulsazione vale una semiminima puntata (lunga quanto tre crome). Il 6/8 ha due di queste pulsazioni, il 9/8 ne ha tre e il 12/8 quattro.

Il 3/4 e il 6/8 contengono entrambi sei crome per battuta, quindi sembrano uguali, ma le note sono raggruppate in modo diverso. Il 3/4 è tre gruppi da due: UNO e DUE e TRE e. Il 6/8 è due gruppi da tre: UNO due tre QUATTRO cinque sei. Uno cammina come un valzer; l’altro dondola in due grandi oscillazioni.

Il 12/8 è quattro grandi pulsazioni, ognuna divisa in tre. Suona come un 4/4 con le terzine su ogni pulsazione, e lo sentirai spesso nel blues lento.

  • Sei crome raggruppate 2+2+2: tre tempi forti.
  • Sei crome raggruppate 3+3: due tempi forti.
  • Quattro grandi pulsazioni di tre note ciascuna, in stile blues lento.

Tempi irregolari: 5/4 e 7/8

Alcune musiche usano battute da 5 o da 7 pulsazioni. Quasi sempre sentiamo queste battute come un miscuglio di gruppi più brevi da 2 e da 3. Il 5/4 di solito è 3+2 oppure 2+3. Un esempio famoso è «Marte, portatore di guerra» dai Pianeti di Gustav Holst (scritti tra il 1914 e il 1917), che ripete un motivo incalzante in 5/4 per gran parte del brano. Nel jazz, anche «Take Five», scritto da Paul Desmond e inciso dal Dave Brubeck Quartet nel 1959, è in 5/4.

Il 7/8 è sette crome veloci, molto spesso raggruppate 2+2+3: corto, corto, lungo. Molte danze dei Balcani usano raggruppamenti come questo; la rachenitsa bulgara, per esempio, è una danza in 2+2+3. Contala «UNO due, UNO due, UNO due tre».

Premi i pulsanti: la batteria e le note gravi segnano l’inizio di ogni gruppo.

  • Cinque pulsazioni per battuta, sentite come tre più due.
  • Sette note veloci: corto, corto, lungo.

Come sentire i raggruppamenti

Prima trova la pulsazione regolare più piccola: le note più veloci che continuano ad arrivare alla stessa velocità. Poi ascolta le note che sembrano più pesanti, come la cassa, una nota di basso o un cambio di accordo. Conta le piccole pulsazioni da una nota pesante alla successiva e scrivi i gruppi: 3+3 è 6/8, 2+2+2 è 3/4, e 2+2+3 è un tipo di 7/8.

Con le stesse sette pulsazioni, spostare il gruppo lungo cambia tutto il carattere. Confronta 2+2+3 e 3+2+2 qui sotto: le note sono le stesse, si spostano solo quelle pesanti.

Se è difficile, rallenta. Conta ad alta voce insieme alla musica qualche volta, e la tua voce troverà da sola i gruppi.

  • Corto, corto, lungo: il gruppo lungo arriva per ultimo.
  • Lungo, corto, corto: il gruppo lungo arriva per primo.

Prova: batti su un tavolo «UNO due UNO due UNO due tre» finché non sembra un passo di danza, poi prova a cominciare dal gruppo da tre.

Suono di pianoforte: Salamander Grand Piano di Alexander Holm (CC BY 3.0).

Teoria musicale

  1. Nomi delle note
  2. Il pentagramma
  3. Ritmo e durata delle note
  4. Battute e indicazione di tempo
  5. Ritmo avanzato
  6. Intervalli
  7. Scale
  8. Accordi
  9. Sigle degli accordi
  10. Armonia
  11. Circolo delle quinte
  12. Trasporto
  13. La forma della canzone
  14. Segni di esecuzione
  15. Melodia
  16. Trama musicale
  17. La scienza del suono
  18. Termini italiani

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